NOLA, SANITA' ALLO SFASCIO: MALATI CURATI A TERRA

Dichiarazioni di Monica Paolino e Flora Beneduce, consiglieri regionali di Forza Italia
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A Nola, in un ospedale da 107 posti letto che serve un bacino territoriale da decine di migliaia di persone, dei malati vengono assistiti sdraiati in terra.
Siamo oltre le barelle e le lettighe, oltre le sale del pronto soccorso utilizzate come sale di ricovero. Siamo alla medicina d'urgenza, quella che si dovrebbe praticare in caso di calamità naturale o attentato, quando negli ospedali potrebbero affluire centinaia di persone contemporaneamente.

Il caso scoppia a causa di immagini caricate sui social network.

Improvvisamente la stampa e "la politica", dal presidente della Regione Campania in su (e in giù) si accorgono di quel che succede all'Ospedale di Nola. I dirigenti dell'ospedale vengono sospesi.

Nel Lazio, leggevo qualche giorno fa di alcuni casi: È venuto a mancare dopo un mese di rianimazione, reparto rianimazione trovato in un altro comune, a 60 chilometri da Roma, dopo due giorni di coma e una settimana precedente passata su una barella nel " retro "di un pronto soccorso di un ospedale romano. Crisi respiratoria in atto e cardiopatico. 
Poi ancora, un uomo di 96 anni ha trascorso un giorno e una notte su una barella di pronto soccorso, febbre settica in atto, presumibili micro attacchi ischemici pregressi, in mezzo a malati di tutti i tipi, di entrambi i sessi. La mattina, i parenti, hanno firmato e se lo son portati via. A casa. Certo, meglio morire a casa propria. Ancora leggevo che a Roma hanno chiuso o stanno chiudendo gli ospedali, non conosco le percentuali, ma so che i malati che prima andavano al Santo Spirito, al CTO e altri, devono andare in quelli rimasti aperti. Scendono i posti letto, ma la popolazione rimane la stessa. Motivo? Economie, meno spese, a fronte di un servizio che deve (dovrebbe) rimanere lo stesso agli stessi malati. Come? Cavolacci amari di chi si trova all'accettazione del Pronto Soccorso, problemi dei Direttori Sanitari degli ospedali che rimangono aperti.

Questa è la normalità della "Sanità Pubblica" nella maggioranza delle regioni italiane. Questa la situazione che i presidenti di Regione dovrebbero conoscere alla perfezione. Ma loro quando vengono pubblicate le foto dei malati per terra dichiarano "Quelle immagini sono state un pugno nello stomaco."

Cosa dovevano fare i dirigenti dell'Ospedale di Nola? Mandare via i malati che si presentavano al Pronto Soccorso? Dire loro, come fossero i gestori di un Hotel "scusate, abbiamo esaurito le camere, provate altrove?".

Sapete come si concluderà la storia? I dirigenti dimostreranno - atti alla mano - che avevano segnalato la situazione in ogni modo possibile. Verranno reintegrati, sicuramente in altri uffici e posti, senza manco tante scuse, in silenzio. Gli ispettori inviati dal Ministero stenderanno il loro bel rapporto, in cui dichiareranno che vista la situazione, è stato fatto il massimo possibile. Il caso verrà dimenticato, per dirla alla Camilleri, alla "taci maci".

I cittadini continueranno a morire perché continueremo ad avere meno posti letto, meno strutture di Pronto Soccorso. La gente si arrabbierà perché dirà che "noi paghiamo le tasse e negli ospedali si curano i extracomunitari".

E De Luca, Polverini o Zingaretti, continueranno ogni volta a stupirsi di situazioni che sono colpa della "politica" e degli amministratori. Certamente non di dirigenti sanitari, medici e infermieri, che fanno i miracoli e che per questi miracoli vengono pure colpevolizzati e indicati come responsabili. Presi a pugni - loro - da malati e parenti che non ne possono più.

Su quanto successo a Nola ecco le dichiarazioni delle Consigliere Regionali Monica Paolino e Flora Beneduce di Forza Italia su facebook: 

Monica Paolino: "Le immagini dei pazienti stesi a terra all'ospedale di Nola sono l'emblema del fallimento della sanità campana. In un anno e mezzo i livelli LEA (livelli essenziali di assistenza) sono precipitati da 139 dove li aveva portati Caldoro (li aveva ereditati a 101) a 99. Al cospetto di questo sfascio totale, di cui Nola è solo l'ultimo tassello, che fine ha fatto POlimeni? E il Pronto Soccorso di Scafati? Tutto tace e la renziana Picierno è ancora alla ricerca delle responsabilità...", poi conclude  - "Caro Presidente De Luca, bene ha fatto a convocare tutti I referenti delle Asl, a chiedere di avviare le procedure di licenziamento dei responsabili del Pronto Soccorso dell'ospedale di Nola, bene ha fatto a non tener conto dell'intervento in extremis di quei medici che, seppur in condizioni pietose, hanno salvato la vita ai pazienti giunti presso il presidio ospedaliero. Va tutto bene presidente, o quasi, perchè le ricordo che qui siamo in Campania, dove la Sanità è al collasso, dove c'è un Commissario, dove i LEA sono precipitati ai minimi termini, dove non esiste un piano per l'emergenza. Siamo in Campania, Presidente. Qui si muore nelle ambulanze, senza riuscire nemmeno ad arrivare al primo pronto soccorso utile ed attrezzato, perchè non tutti gli ospedali ne sono provvisti.
Siamo in Campania, dove si fanno tante promesse e poi...non se ne fa niente!"

Flora Beneduce (componente Commissione Sanità): "Quello che succede in queste ore all'ospedale di Nola ha dell'inverosimile; immagini intollerabili anche per un'emergenza, un chiaro segno dell'assoluta mancanza di coordinamento e di organizzazione dei presidi ospedalieri della Campania. Non possiamo piu' restare a guardare, vogliamo sapere i tempi reali degli interventi previsti per la sanita' - ha aggiunto la Beneduce - questo vale per il Commissario Polimeni, per il Presidente De Luca ma anche per il Ministro Lorenzin, perche' e' vergognoso che i cittadini vengano messi cosi' a dura prova senza alcuna garanzia per la loro salute. Dopo mesi di lavoro in commissione Sanita' non e' possibile ritornare sempre ad interrogarci del perche' le strutture non riescono ad andare a regime, lo sappiamo benissimo, ma il problema e' sempre lo stesso: in questa regione si fanno gli annunci ma poi a risolvere i problemi non si e' capaci". 

Poi conclude - "Facile colpire l'ultimo anello della catena. Cosa si è fatto per le OBI, quanti Triage sono stati attivati nelle postazioni di Pronto soccorso, quante Unità di Cura Primaria previste nella legge Balduzzi sono state attivate in Regione Campania, quante Case della salute sono state aperte in cui sono attivi i medici di assistenza primaria H24. Sono queste le domande a cui vogliamo un’immediata risposta; lo chiedono gli utenti, i medici e gli operatori sanitari che sono in prima linea e lavorano in trincea in quei pochi presidi di Pronto soccorso ancora aperti negli ospedali campani".