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Sono stati inoltre sequestrati oltre 21 mila euro in contanti e, soprattutto, preziosi documenti contabili utili per ricostruire i flussi illeciti di denaro. Si tratta di una vera e propria contabilità, parallela a quella legale, riportata sia in tradizionali "libri mastri" in cui venivano indicati nomi, cifre e conti correnti, anche stranieri, sia in sofisticati software di gestione contabile.
L’operazione, che ha interessato le province di Bari, Napoli e Palermo, ha coinvolto circa 300 poliziotti specializzati che appartengono ai “Nuclei della polizia dei giochi e delle scommesse”, istituiti presso il Servizio centrale operativo (SCO), poliziotti delle Squadre mobili delle città coinvolte, nonché personale delle Divisioni anticrimine delle questure e dei Reparti prevenzione crimine impegnati su quei territori.
L'operazione ha permesso di mettere in luce un aspetto molto pericoloso: l'aumento di minorenni che si affacciano al mondo delle scommesse molto spesso inconsapevoli del rischio che corrono. In particolare a Bari gli agenti hanno perquisito e controllato sale scommesse strategicamente ubicate nei pressi di alcune scuole.
Un giro di affari, quello che ruota attorno al mondo dei giochi e delle scommesse, che ha raccolto nel 2016 oltre 90 miliardi di euro e che ha, ovviamente, attirato anche l'interesse delle organizzazioni criminali italiane e straniere, anche di tipo mafioso. Numerose inchieste condotte dai poliziotti hanno evidenziato come la mafia tradizionale, attraverso società, spesso aventi sede in "paradisi fiscali", esercitano abusivamente attività di gioco e scommesse sul territorio nazionale, anche per riciclare quantità di denaro provenienti dalle attività criminali tradizionali, tra le quali il traffico di droga, le estorsioni e i guadagni che giungono dagli appalti truccati.



