POLIZIA POSTALE: OPERAZIONE "STRIKEBACK" CONTRO LE SEXTORTION AGLI UOMINI SOPRATTUTTO MA ANCHE ALLE DONNE

Il caso di un catanese che minaccia di pubblicare foto hard di una donna su facebook
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La Polizia di Stato ha collaborato con la Gendarmerie Royale del Regno del Marocco per l´arresto di 23 cittadini marocchini responsabili di estorsioni a sfondo sessuale in danno di cittadini italiani.

L’operazione chiamata “Strikeback” è stata supportata dalle informazioni ricevute dalla Polizia postale sulla base di diverse denunce presentate in Italia dagli utenti rimasti coinvolti nella estorsione sessuale.

La Sextortion è un fenomeno criminale che ha riguardato finora migliaia di utenti del web che si sono imbattuti in richieste di amicizia provenienti da presunte giovani e belle ragazze.

Dopo aver istaurato un rapporto intimo con le vittime su video-chat, le “giovani” minacciavano di pubblicare i filmati sui profili facebook personali, di familiari o amici o sul canale youtube.

Gli investigatori hanno individuato i dati utilizzati dagli estorsori: nickname, nominativo o indirizzo di pagamento della somma estorta, indirizzo di posta elettronica, numero della transazione effettuata.

Inoltre l’indagine ha individuato la componente organizzativa che opera dal Marocco e che il denaro richiesto alle vittime veniva incassato in diverse città magrebine.

Dal 2012 al 2015 le denunce per reati di estorsione a sfondo sessuale sul web sono aumentati di oltre il 500 per cento (dati) tanto che il reato ha assunto negli anni i connotati di un fenomeno criminale di interesse sociale.

Le vittime sono generalmente persone di sesso maschile di ogni età ed estrazione sociale, ma anche di sesso femminile in percentuale minore come il caso della professionista romana 48enne che, qualche giorno fa si è rivolta alla Polizia postale per fermare il ricatto messo in piedi da un 48 enne siciliano a cui aveva inviato immagini "hard".

Di solito inizia tutto con una chat aperta su un social network, e poi il copione è quasi sempre lo stesso: scambi di messaggi infuocati, immagini erotiche e gli incontri sexy sul web si trasformano in vere e proprie estorsioni.

I fatti

Dopo aver inviato una richiesta di amicizia su facebook, l'uomo ha intrapreso con la signora una "relazione" basata su conversazioni sul social network poi proseguite su Whatsapp, ed è qui che è avvenuto lo scambio di foto particolari.

Il ricatto comincia qualche giorno dopo quando l'uomo inizia a minacciare di diffondere le immagini ai contatti facebook della vittima, se lei non avesse pagato 200 euro.

Gli investigatori hanno ricostruito le tracce informatiche lasciate dal 48 enne che, dopo esser stato identificato è stato denunciato.

La "Sextortion", estorsione sessuale, è un fenomeno in crescita sui social network e spesso riguarda persone sole e si sta diffondendo anche tra i minorenni, di tutte le fasce sociali.

Al sottoscritto capita di essere contattato almeno ogni due tre giorni da sedicenti belle donne che, guarda caso, dicono di essere tutte originarie della Costa D'Avorio. Tutte cominciano a fare discorsi sull'amicizia, dicono di sentirsi sole, e chiedono come ti diverti di solito, poi passano all'attacco: vogliono fare sesso in cam, chiedono se hai skipe, vogliono scambiare foto o video, etc...

Chiaramente, il redattore di questo articolo comincia a dire che non gli interessa fare sesso in cam e che avviserà la polizia postale. A questo punto chiudono tutto e bloccano il profilo per evitare denunce. 

Insomma il fenomeno è molto esteso e spesso ci cascano giovani e anziani.