POMPEI, IN FUGA DALL’ ERUZIONE SCHIACCIATO DA UN GROSSO BLOCCO DI PIETRA EMERGE LA PRIMA VITTIMA NEL CANTIERE DEI NUOVI SCAVI

Link al Video : Il Direttore Osanna racconta questa straordinaria scoperta - https://we.tl/wfuCFxvHRo (copiare e incollare il link)
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Il torace schiacciato da un grosso blocco di pietra, il corpo sbalzato all’indietro dal potente flusso piroclastico, nel tentativo disperato di fuga dalla furia eruttiva. E’ in questa drammatica posizione, che emerge la prima vittima del cantiere dei nuovi scavi della Regio V.   

Lo scheletro è stato ritrovato all’incrocio tra il Vicolo delle Nozze d’Argento e il Vicolo dei Balconi, di recente scoperta, che protende verso via di Nola. Dalle prime osservazioni, risulta che l’individuo sopravvissuto alle prime fasi dell’eruzione vulcanica, si sia avventurato in cerca di salvezza  lungo il vicolo ormai invaso dalla spessa coltre di lapilli. Il corpo è stato infatti rinvenuto all’altezza del primo piano dell’edificio adiacente, ovvero al di sopra dello strato di lapilli. Qui è  stato investito dalla fitta e densa nube piroclastica che lo ha sbalzato all’indietro.

Un imponente blocco in pietra (forse uno stipite), trascinato con violenza dalla nube, lo ha colpito nella porzione superiore, schiacciando  la parte alta del torace e il capo che, ancora non individuati, giacciono a quota più bassa rispetto agli arti inferiori, probabilmente sotto il blocco litico. 

Le prime analisi eseguite dall’antropologa, durante lo scavo, identificano un uomo adulto di età superiore ai 30 anni. La presenza di lesioni a livello delle tibie segnalano un’infezione ossea, che potrebbe essere stata la causa di significative difficoltà nella deambulazione, tali da impedire all’ uomo di fuggire già ai primi drammatici segnali che precedettero l’eruzione stessa. 

Questo ritrovamento eccezionale, - dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei - rimanda al caso analogo di uno scheletro rinvenuto da Amedeo Maiuri nella casa del Fabbro e oggetto di recente studio. Si tratta dei resti di un individuo claudicante, anche lui probabilmente impedito nella fuga dalle difficoltà motorie e lasciato all’epoca in esposizione in situ.

Al di là dell’impatto emotivo di queste  scoperte, la possibilità di comparare questi rinvenimenti, confrontare le patologie e gli stili di vita, le dinamiche di fuga dall’eruzione, ma soprattutto di indagarli con strumenti e professionalità sempre più specifiche e presenti sul campo, contribuiscono ad un racconto sempre più preciso della storia e della civiltà dell’epoca, che è alla base della ricerca archeologica .

I nuovi scavi della Regio V, dove è avvenuta quest'ultima straordinaria scoperta, fanno parte del cantiere di messa in sicurezza dei fronti di scavo interni alla città antica, previsto dal Grande Progetto Pompei. Le indagini archeologiche in corso stanno interessando l’area del cosiddetto "Cuneo", posta tra la casa delle Nozze d’Argento e la casa di Marco Lucrezio Frontone. 

"Il mio mandato è iniziato con crolli a Pompei 7 giorni dopo il giuramento da ministro - twitta Dario Franceschini - e si conclude sempre a Pompei con ritrovamenti straordinari dopo 4  anni di restauri, di scavi in zone mai esplorate e con 1 milione di visitatori in più". @pompeii_sites https://t.co/aU4fFww2dS 

FLEEING THE ERUPTION CRUSHED BY A LARGE BLOCK OF STONE THE FIRST VICTIM OF THE NEW EXCAVATION SITE EMERGES 

https://we.tl/wfuCFxvHRo   (copiare e incollare il link) 

The thorax was crushed by a large block of stone, and the body hurled back by the force of the pyroclastic flow, in a desperate attempt to flee the fury of the eruption. The first victim which emerges in the site of the new excavations of Regio V, does so in this dramatic position. 

The skeleton was discovered at the crossroads of Vicolo delle Nozze d'Argento and the recently unearthed Vicolo dei Balconi, which extends towards Via di Nola. Initial observations would appear to indicate that the individual survived the first eruptive phase of the volcano, and subsequently sought salvation along the alley now covered in a thick layer of lapilli. The body was found at the height of the first floor of the adjacent building, and thus above the lapilli layer. Here he was struck by the dense pyroclastic flow which threw him back.

A formidable stone block (perhaps a door jamb), violently thrown by the volcanic cloud, collided with his upper body, crushing the highest part of the thorax and yet-to-be-identified head, which lie at a lower height of the lower limbs, and probably under the stone block. 

The primary analyses, conducted by the anthropologist during excavation, have identified the victim as an adult male, over 30 years of age. The presence of lesions on thr tibia indicate a bone infection, which could have caused significant walking difficulties, enough to impede the man's escape at the first dramatic signs which preceded the eruption. 

This exceptional find,declares Massimo Osanna - reminds us of an analogous case, that of a skeleton discovered by Amedeo Maiuri in the House of the Smith, and which was recently studied. These were the remains of a limping individual - he too was likely impeded in his escape by motor difficulties, and left exposed at the time in situ.

Beyond the emotional impact of these discoveries, the ability to compare them in terms of their pathologies and lifestyles as well as the dynamics of their escape from the eruption, but above all to investigate them with ever more specific instruments and professionalism present in the field, contribute toward an increasingly accurate picture of the history and civilisation of the age, which is the basis of archaeological research". 

The new excavations of Regio V, where this extraordinary discovery took place, are part of the intervention to stabilise the excavation fronts within the ancient city, envisaged by the Great Pompeii Project. The archaeological excavations underway are focused on the area of the so-called 'Wedge', located between the House of the Silver Wedding and the House of Marcus Lucretius Fronto.