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EMERGENZA IDRICA E SMALTIMENTO ACQUE REFLUE: IL COMUNE DI POMPEI DIFFIDA LA GORI
“Basta. Sul serio. Il rapporto con la Gori è diventato insostenibile. O l’azienda prende provvedimenti seri o agiremo di conseguenza. Oggi abbiamo firmato una diffida ufficiale, nelle prossime settimane, se le cose non cambiano, andremo oltre i richiami formali”. I consiglieri Giuseppe La Marca e Bartolo Martire battono il pugno sul tavolo e a palazzo De Fusco esplode il ‘caso Gori’.
“Da settimane gli improvvisi distacchi dell’acqua potabile e l’assoluta incapacità di gestire lo smaltimento delle acque reflue, sta mettendo in ginocchio la città. Non possiamo tollerare che accada ancora”.
E’ bastata una sola giornata di pioggia e Pompei, e soprattutto le sue periferie, erano nel caos più totale. Allagati scantinati e terranei, con le fogne che vomitavano melma anche nei garage del centro. E ad aggravare la situazione, in piena estate, continui distacchi dell’acqua comunicati all’improvviso e senza nemmeno la possibilità di avvertire la cittadinanza.
Secondo La Marca e Martire, la misura è colma. “E mai come questa volta il concetto è assolutamente ‘letterale’. Sono colme le fogne, i canali del Sarno, gli sversatoi che mandano in tilt le aree periferiche. Ma l’azienda continua a dimostrarsi assolutamente incapace di gestire anche le emergenze più elementari. Ieri ha piovuto per qualche ora e sembrava di stare a Venezia”.
La diffida nei confronti dell’Ente, che si occupa della rete idrica e fognaria di circa 76 comuni della piana del Vesuvio e dell’agro nocerino, è stata depositata stamattina sulla scrivania dell’architetto Gianfranco Marino, dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Pompei, il quale, tra l’altro, aveva già inoltrato numerose segnalazioni alla Gori per episodi precedenti.
Ora i consiglieri La Marca e Martire, coadiuvati dal sindaco Pietro Amitrano, aspettano risposte immediate e urgenti, e sono pronti anche a chiedere la revoca del contratto, laddove la situazione non dovesse cambiare.



