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POMPEI: IL TURISMO DOPO IL CORONAVIRUS
Come afferma l'Architetto Giuseppe Alfredo Berritto, noto pompeianologo: "il turismo, l'economia e i rapporti sociali, non saranno più come prima, dopo il "ciclone" coronavirus. L'economia cittadina e del territorio circostante, si è sostenuta sostanzialmente, negli ultimi anni, su quanto ruota intorno al turismo (ospitalità, ristorazione, moda e benessere), sui grandi flussi di viaggiatori internazionali, attratti dagli Scavi Archeologici, e sul Santuario Mariano, meta di milioni di pellegrini. Tutto si è retto sull'improvvisazione e sul grande sforzo individuale di imprese del settore che hanno investito somme ingenti, oggi messe a rischio, ma che rappresentano lo zoccolo duro sul quale costruire progetti, programmi, visioni di futuro. Sarà determinante aspirare ad una nuova società, unita, coesa, con uno spiccato senso civico, lungimirante. Questo "ciclone", ci da l'opportunità di capire, riflettere, stringere nuovi rapporti e relazioni, "costringendoci a lavorare" sugli errori del passato, per modificare e migliorare le politiche culturali e turistiche. Il discorso è molto ampio, ma questo post vuole dare il via a spunti, annotazioni, piccole riflessioni, suggerimenti, ci auguriamo civili, pacati, intorno a questo tema".
#SensiLinguaggiCreativi #LaboratoriodiDesigneTurismoCulturale
giuseppe.scagliarini@libero.it
30 Marzo 2020
Nelle foto: Gli Scavi di Pompei di Filippo Palizzi 1870 - I Direttori del Parco Archeologico di Pompei e del Museo Archeologico di Napoli, Massimo Osanna e Paolo Giulierini - L'Arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo - Una veduta da Palazzo De Fusco, sede del Comune, sul Santuario della Beata Vergine del Rosario.







