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SALERNO, SERVIZI ONLINE KO AL SAN GIOVANNI DI DIO E RUGGI D'ARAGONA, TOMMASETTI: "CALVARIO PER UN REFERTO"
Prof. Aurelio Tommasetti, Consigliere Regionale della Campania della Lega, Ordinario di Economia Aziendale, Rettore dell'Università degli Studi di Salerno dal 01/11/2013 al 31/10/2019 www.aureliotommasetti.itServizi online in tilt all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.
Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Campania della Lega, si sofferma sulle ultime segnalazioni giunte dal presidio di via San Leonardo, che hanno riguardato problemi con l’utilizzo del portale web. Un disservizio che ha messo in grossa difficoltà gli utenti.
“A quanto pare all’ospedale di Salerno poche cose funzionano come dovrebbero – sottolinea il consigliere regionale – In questo caso la questione è più importante di quanto appaia. Numerosi utenti infatti, stando ai particolari emersi dalla stampa locale, si sono trovati impossibilitati ad accedere al portale attraverso l’identità digitale, come è ormai consuetudine in ogni pubblica amministrazione che si rispetti. Ciò ha comportato disagi enormi per chi voleva chiedere il rilascio di un referto e non ha potuto visionare i risultati di esami e visite. Tanti cittadini, cliccando sul link indicato, si sono visti comparire una schermata di errore senza riuscire a completare l’operazione”.
Il tutto, aggiunge Tommasetti, senza che agli utenti venissero fornite le necessarie spiegazioni. “Per chi ha provato a chiedere informazioni tramite call center la risposta è stata la stessa, ovvero un invito a presentarsi fisicamente in ospedale o in ambulatorio. Le cose non vanno meglio con la prenotazione delle visite attraverso il portale regionale Sinfonia. Numerosi reparti infatti richiedono in ogni caso i documenti che attestano la prenotazione stessa, rendendo sostanzialmente inutile la procedura online”.
Tommasetti non usa mezzi termini: “Si tratta di intoppi inaccettabili, a maggior ragione in piena era digitale. Garantire il funzionamento dei servizi online è davvero il minimo per un’Azienda ospedaliera universitaria, nonché una questione di rispetto nei confronti degli utenti”.



