ANSA, IN CAMPANIA ACQUE SOTTERRANEE CONTAMINATE DA AGENTI CANCEROGENI. LE PRIME DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI SCAFATI PASQUALE ALIBERTI

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ANSA- In Campania acque sotterranee contaminate da agenti cancerogeni Lo studio della Federico II, picchi nella Terra dei Fuochi. La Regione chiama le Asl (di Antonio Pisani) La Regione Campania, attraverso la direzione generale della Sanità, ha chiesto alle Asl di attivare con urgenza “verifiche integrate sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera, ai fini della valutazione del rischio ambiente–salute in seguito a superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) per tricloroetilene (Tce), classificato come cancerogeno e associato al tumore del rene, del fegato e al linfoma non-Hodgkin, e di tetracloroetilene (Pce), ritenuto invece come probabile cancerogeno, nelle acque sotterranee dei territori delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno”.

Una richiesta originata dallo studio dell’Università Federico II di Napoli, da cui emerge il superamento dei limiti di legge per sostanze pericolose come il Tce e il Pce nelle acque sotterranee di molti siti ubicati in tutte le cinque province campane, con picchi maggiori nella Terra dei Fuochi. La stessa Federico II, con una nota trasmessa alla direzione regionale il 20 febbraio scorso, ha espresso la necessità di intraprendere azioni immediate di sanità pubblica nelle aree interessate. Nel Casertano i picchi di contaminazione maggiore riguardano il comune di Villa Literno, dove il superamento è stato riscontrato numerose volte tra il 2023 e il maggio 2025, e ha riguardato “non solo pozzi privati, ma anche siti pubblici quali ufficio anagrafe, stadio comunale, cimitero, scuola Don Lorenzo Milani e comando Carabinieri".

Ulteriori superamenti sono stati registrati nei comuni di Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo, “configurando una pluralità di criticità diffuse”.

Nel Napoletano gli sforamenti di Tce e Pce risultano nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano; ad Acerra preoccupano soprattutto gli elevati valori di Tce, associato a tumori che da anni ormai sono presenti sul territorio.

Per la provincia di Avellino il fenomeno risulta concentrato nel comune di Montoro “e presenta profili di particolare sensibilità per il coinvolgimento della rete idrica, di pozzi, filtri, serbatoi e partitori; i superamenti emergono nel corso del 2025, con valori ripetuti superiori ai limiti”.

Nel Salernitano invece i superamenti risultano nei comuni di Scafati, Angri e Sarno, con valori rilevati nel primo trimestre del 2024. “La localizzazione dei superamenti in un’area agricola e fortemente antropizzata – sottolinea la Regione nella richiesta alle Asl - impone verifiche specifiche sugli usi irrigui, sull’esposizione indiretta e sulle possibili interferenze con la filiera agroalimentare”.

La contaminazione - viene spiegato - può determinare esposizioni dirette per usi domestici non controllati, esposizioni indirette attraverso la catena alimentare, nonché possibili effetti sugli ecosistemi, anche con fenomeni di bioaccumulo”.

2026-05-06T11:50:00+02:00 YEC-CT ANSA per CAMERA28

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In merito a questo studio della Federico II ecco le prime dichiarazioni del Sindaco di Scafati Pasquale Aliberti: "Ci chiediamo come sia possibile che, a fronte di una situazione di grave rischio per la salute di migliaia di cittadini campani e di una nota ufficiale trasmessa dall’Università Federico II alla Direzione regionale della Sanità già tre mesi fa, Palazzo Santa Lucia non si sia ancora occupato di una vicenda così seria.
Una vicenda che, comprensibilmente, sta allarmando non solo i sindaci ma intere comunità.
Siamo di fronte alla superficialità di chi oggi governa la Regione Campania, aggravata da dati rimasti nascosti fino a questo momento e dall’assenza totale di indicazioni sui provvedimenti da adottare.
Ci aspettiamo con urgenza la convocazione di un tavolo tecnico che chiarisca le conseguenze emerse dagli studi dell’Università Federico II e, soprattutto, definisca le azioni necessarie per evitare che questa possibile esposizione rappresenti un rischio concreto per la salute dei cittadini.
Riteniamo si tratti di un atto di grave irresponsabilità, sul quale è necessario anche l’intervento della Procura, considerando le precise competenze della Regione in materia".