ARTE TRA LUCI DELLA FESTA: A VILLA D'AGRI LA PERFORMANCE DI YUSUF HAYATE E BEATRICE SUMMA

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VILLA D’AGRI (Marsicovetere PZ) – I giorni 19 e 20 settembre, Villa d’Agri ha vissuto il clou dei  festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, patrona della comunità. Tra la devozione della Santa Messa solenne, la tradizionale processione, il grande concerto in piazza di Orietta Berti, le bande musicali e il mercatino tra le luminarie, la festa ha regalato quest’anno un momento di creatività e condivisione davvero speciale.

Cuore pulsante di questa novità è stato il centralismo e storico Bar “Zipparri”.  Dal primo pomeriggio fino a tarda sera di sabato 19 e domenica 20 settembre, il locale si è trasformato in un atelier d’arte, in un battito nuovo di colori ed emozioni nel cuore della festa.

Protagonisti i due artisti: Yusuf Hayate e Beatrice Summa, che hanno dato vita a una performance estemporanea trasformando uno spazio del locale in un vero laboratorio d’arte tra pennelli, tele e la curiosità di avventori e passanti.

Una performance diventata partecipativa, l'opera di Yusuf Hayate si è concretizzata in un vero e proprio tripudio di mani, ma il suo significato va oltre il gesto pittorico. Nel tripudio di mani di Yusuf Hayate: l'opera diventa comunità.

Per Hayate la mano non è solo un segno, è un linguaggio universale. L’artista non presenta un’opera finita da contemplare, ma crea una struttura e invita la comunità a riempirla. È l'arte partecipata nella sua forma più pura: il passaggio dalla tela individuale alla tela collettiva.

Decine di visitatori sono stati invitati a sporcarsi le dita e a lasciare la propria impronta. Mani grandi e piccole, giovani e anziane, si sono sovrapposte. Nessuna ha cancellato l'altra. Ogni impronta diceva: "Io c'ero. Ho contato".

È qui che interviene la visione dell'artista: Hayate elabora ogni mano con i suoi colori, li armonizza, li fa dialogare. Il gesto anonimo del singolo diventa racconto cromatico grazie al suo intervento. È l'incontro tra l'io e il noi. In un tempo di socialità volatile, quell'atto è un antidoto alla solitudine dello spettatore: non sei più pubblico, sei co-autore. Quella grande tela non è più solo di Hayate, è di Villa d'Agri. Un tessuto di fili diversi che insieme diventano comunità.

Accanto a lui, la raffinata arte figurativa di *Beatrice Summa*, uno sguardo femminile che ha portato e bellezza e fascino agli sguardi dei visitatori, Beatrice nelle sue opere rappresenta l'immagine femminile esplorata nelle sue espressioni più profonde, delicate e intense,  una rappresentazione personalissima della proiezione emotiva. Per quanto riguarda il lavoro specifico presentato durante la serata, l'artista riserva una sorpresa: la tela sarà svelata integralmente in un altro evento speciale, i dettagli saranno comunicati prossimamente.

La serata si è conclusa tra gli applausi e la partecipazione di tanti amici che hanno condiviso ore piacevoli insieme ai due artisti, con un caloroso ringraziamento al Bar Zipparri per la disponibilità e per la generosa concessione degli spazi esterni durante la performance.

La Festa patronale  si è così chiusa non solo nel segno della tradizione religiosa e popolare, ma lasciando un segno vivo, corale e d’autore nel cuore di Villa d’Agri, ecco che una comunità giovane, in contrasto ai tanti piccoli centri che si spopolano, si rivela in continua espansione ed evoluzione, ed acquista nuova identità culturale.