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Scafati: SCAFATI RICORDA DOMENICO CANNAVACCIUOLO
I resti mortali saranno trasferiti dal cimitero alla Chiesa Madre domenica 11 Gennaiodi S. Maria delle Vergini il 21 febbraio 1937 dal Vescovo di Nola, Mons. Michele Camerlengo, regge la parrocchia fino al giorno della morte, il 15 luglio 1968. Un nome, un’opera che in tanti conoscono. Un percorso di vita dedicato alla formazione delle giovani generazioni sia sul piano religioso che civile. Una cerimonia, voluta fortemente dal Parroco della Chiesa S. Maria delle Vergini, Don Giovanni De Riggi e dalla Parrocchia, per onorare l’opera di uomo che ha segnato profondamente la vita di tanti cittadini scafatesi. “Domenica – ha dichiarato Don Giovanni - trasferiremo i resti mortali di un grande sacerdote dal cimitero, dove riposa dal 15 luglio 1968, alla Chiesa Madre, dove riposerà in un loculo. Domenico Cannavacciuolo ha seguito senza mai fermarsi la vita religiosa e civile del popolo di Scafati, con le sue alte doti spirituali e morali. Uomo intelligente, dotato, colto che ha segnato la vita di molti sindaci della città, che con lui hanno imparato a vivere nel nome di Dio. Per tutto questo e per l’opera di ricostruzione messa in campo negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale, è oggi di fondamentale importanza darne memoria alle generazioni che hanno avuto l’onore di conoscerlo e alle nuove e future generazioni”. Il primo cittadino di Scafati Pasquale Aliberti, ha accolto in pieno la proposta di Don Giovanni De Riggi, ritenendo necessario dare il giusto valore ad un uomo cardine della storia civile e religiosa di Scafati. “Siamo assolutamente convinti – ha dichiarato il Sindaco – che uomini come Domenico Cannavacciuolo, possano rappresentare un grande esempio per le giovani generazioni. E’ proprio fondendo il presente con il passato che questi esempi possono venire alla luce senza essere dimenticati. In un’epoca di falsi miti, il nostro compito come amministratori, è quello di indicare i veri eroi, quelli che hanno dato veramente qualcosa alla nostra città, investendo tutta la loro vita in una causa”.



