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L’INDAGINE “BINGO” HA PERMESSO DI SGOMINARE UNA BANDA DEDITA ALLO SPACCIO DI STUPEFACENTI
Tutto è partito dall'altra ’indagine disarticolata denominata “Family cars”L'indagine, svolta dalla Sezione Operativa del Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore e coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore – Procuratore Dott. Giovanni Francesco Izzo e P.M. Dott. Roberto Lenza - ha consentito di disarticolare un gruppo di persone, che avevano avviato un fiorente mercato di stupefacenti in Nocera Inferiore e Angri.
L’indagine ha preso avvio nel novembre 2011 e nasce parallelamente a quella, denominata “Family Cars”, conclusasi il 22 ottobre scorso, che ha disarticolato un gruppo criminale dedito alla ricettazione e riciclaggio di auto, spendita di banconote false ed altre attività illecite. L’analisi delle relazioni tra i sodali ha fatto emergere anche, a carico di alcuni di loro, l’ipotesi che si dedicassero alla detenzione ed alla cessione di sostanze stupefacenti.
Le attività tecniche successive hanno delineato poi numerose condotte illecite di ATTIANESE Alberto, Angrese classe 1983, associato al carcere, e dei seguenti soggetti, destinatari di o.c. agli arresti domiciliari: CUOMO Luigi, Nocerino classe 1982; GRANATA Michele, Angrese classe 1991; MELLONE Raffaele, Paganese classe 1976, già detenuto per altra causa; PETROSINO Bruno, Nocerino classe 1969, già detenuto per altra causa; RESE Domenico, Nocerino classe 1986.
L’indagine ha permesso di appurare come l’ATTIANESE si sia reso responsabile di numerosi episodi di spaccio di “cocaina” caratterizzati da fugaci contatti con l’acquirente seguiti da fughe dal luogo di vendita ad alta velocità allo scopo di rendere difficoltoso l’eventuale pedinamento da parte delle Forze dell’Ordine. Lo stesso riceveva richieste tanto numerose da parte degli assuntori che sovente ricorreva all’aiuto di GRANATA Michele nella propria attività di spaccio. PETROSINO invece, nel periodo di monitoraggio, si è reso autore di numerose cessioni di cocaina ad acquirenti dell’Agro ed in particolare si dedicava al rifornimento di stupefacenti agli assuntori detenuti agli arresti domiciliari, e quindi impossibilitati ad uscire, assumendo la connotazione di un vero e proprio “pusher porta a porta”. CUOMO, RESE e MELLONE infine ottimizzavano tempi e guadagni rifornendo di cocaina assuntori dell’intero Agro sfruttando sovente proprio i contatti personali che riuscivano ad instaurare nel corso della loro attività di riciclaggio di auto rubate. Nel corso dei riscontri erano già state arrestate in flagranza di reato tre persone. Il quadro indiziario delineato portava all’emissione da parte del locale Ufficio GIP – dr. Paolo Valiante - dell’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali sopracitate.



