Il provvedimento sui reati agroalimentari nasce dalla necessità di contrastare fenomeni sempre più strutturati come agromafie e agropirateria, che oggi muovono oltre 16 miliardi di euro e operano con strumenti tecnologici avanzati su scala globale.
A fronte di questa evoluzione, l’attuale quadro normativo si è rivelato inadeguato e le sanzioni previste, come nel caso della frode in commercio, risultano spesso troppo deboli rispetto ai profitti illeciti. Da qui l’esigenza di un intervento strutturale, avviato già nel 2015 e oggi finalmente realizzato grazie al Governo guidato da Giorgia Meloni e al Ministro Francesco Lollobrigida.
"Il provvedimento appena divenuto legge, proprio nella giornata del Made in Italy, segna un passaggio storico riconoscendo l’agroalimentare italiano come asset strategico e interesse nazionale. Introduce nuove fattispecie penali, tra cui frode alimentare, commercio di alimenti con segni mendaci, colpendo pratiche come l’italian sounding e l’uso fraudolento dei marchi. Viene inoltre istituita la Cabina di regia per i controlli presso il MASAF, per rafforzare il coordinamento tra le autorità e l’efficacia delle verifiche. La riforma tutela quindi imprese e consumatori, garantendo qualità, sicurezza e autenticità dei prodotti. Un passo decisivo per rafforzare il sistema agroalimentare italiano e il suo prestigio nel mondo”. Lo dichiara On. Marco CERRETO, Capogruppo in Commissione Agricoltura a margine dell'approvazione del decreto a tutela dei prodotti alimentari italiani.
"Il settore agroalimentare italiano, quello campano in particolare, è capace di offrire al consumatore prodotti competitivi e garantiti in termini di sicurezza, gusto e qualità, rispondendo alle esigenze del mercato in continua evoluzione e sperimentando con successo, nel rispetto della tradizione, le tecnologie più avanzate. Purtroppo, si rilevano sempre illeciti di una certa complessità che riguardano principalmente prodotti di qualità che, per la loro rilevanza economica, sono sempre più interessati da fenomeni di imitazione e contraffazione. C’è la necessità di valorizzare i prodotti della filiera agroalimentare realmente italiani sul mercato globale, contrastando l’Italian Sounding.
Questo vuol dire in primo luogo farsi interprete portavoce dei valori chiave: qualità e sicurezza dei prodotti agroalimentari, affidabilità dell’intera filiera agroalimentare, trasparenza nei processi produttivi e nella comunicazione, capacità imprenditoriali d’eccellenza. Con il provvedimento del Governo Meloni con il Ministro Lollobrigida e il Capogruppo della Commissione Parlamentare all’Agricoltura Cerreto, finalmente si sancisce la centralità non solo economica ma anche culturale e sociale delle nostre produzioni Agricole\agroalimentari. Naturalmente sarà fondamentale la corretta comunicazione dell’etichettature dei prodotti alimentari. Sono necessarie etichette più trasparenti e chiare al fine di consentire ai consumatori scelte di acquisto consapevoli, evitando fenomeni di concorrenza sleale attraverso informazioni ingannevoli sui prodotti". Così il Portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo, Rosario LOPA.
NOTA DDL
Il Ddl Tutela Agroalimentare italiano è legge. La Camera dei deputati, con 154 voti a favore, 1 contrario e 110 astenuti ha approvato in seconda lettura il testo della legge che garantirà più trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani. Fortemente voluto dal Ministro dell'Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e che ha visto un lavoro di sinergia con il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rappresenta un impegno concreto del Governo Meloni a difesa a del sistema agroalimentare italiano, per consentire alle imprese che operano correttamente di competere in un mercato leale, in cui i cittadini possano avere fiducia in ciò che acquistano, e in cui il valore del Made in Italy sia protetto e valorizzato in ogni fase della filiera.
Il testo di legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera perché è essenziale fornire informazioni quanto più esaustive possibili al cittadino anche al fine di tutelare la salute. Di conseguenza vengono inseriti nel Codice penale meccanismi di deterrenza con l'introduzione di due reati e l'aggravante:
- la Frode alimentare per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati. Prevista la reclusione da 2 mesi a un anno.
- Commercio di alimenti con segni mendaci per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi.
- Aggravante di Agropirateria, quando l'attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa
- Aggravante Quantità, qualora le quantità siano particolarmente rilevanti
- Aggravante Biologico, qualora i prodotti siano commercializzati come Biologici ma non lo sono
In questi tre casi le pene sono aumentate fino a 1/3
Protezione delle Indicazioni geografiche, attività particolarmente rilevanti per l'economia agroalimentare e che secondo l'ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all'estero. Per fare ciò il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta già previsto dal nostro codice prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro). Viene introdotta la misura della confisca obbligatoria per i reati sopraindicati disponendo la confisca di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso.
Introdotto l'obbligo per l'autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati, nonché una più ampia "diversa destinazione prevista dalla legge", ampliando le possibilità di destinazione dei prodotti.
Un'altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l'introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte. In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale
Viene formalmente istituita la "Cabina di regia per i controlli amministrativi", presieduta dal Ministro del MASAF e che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli. Questa norma consentirà di rendere l'attività ispettiva più efficiente, di migliorare il tracciamento del cibo e di eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle Forze dell'Ordine.
Uso improprio del termine "latte" Il testo vieta l'utilizzo del termine "latte" e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali (i.e. uso improprio del termine "latte") se non accompagnato dalla denominazione corretta (p.e. latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). Sanzioni da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato dell'azienda sanzionata (tetto max 100.000 euro).
Interventi straordinari per la filiera bufalina Istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite.
Introdotto un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l'uso di prove di laboratorio per l'origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l'uso di latte non fresco .Sanzioni da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato dell'azienda sanzionata (tetto max 150.000 euro).
Pesca Viene riformato in modo organico il sistema sanzionatorio esistente con l'obiettivo di riordinare e accorpare le norme per renderlo più efficace e soprattutto proporzionato riparametrando l'ammontare della sanzione alla quantità del pescato e alla gravità dell'impatto ambientale procurato.



