OPERAZIONE SARASTRA' SISTEMA SCAFATI' QUESTO E’ L’UOMO PASQUALE ALIBERTI

Chi è Pasquale Aliberti? Chi si cela dietro il politico e dietro l'indagine che da circa due anni e mezzo sta stritolando la vita di un uomo e di un'intera famiglia? 'Stritolare' è forse il termine piú indicato per rendere semplici concetti piú complicati come perquisizioni, blitz, sistema, sottrazione di effetti personali e di strumenti informatici. 'Stritolare' come avviene per delle specie particolari di serpenti, che non mollano la preda fino a quando, quest'ultima, non esala l'ultimo respiro. Ebbene.

Chi è Pasquale Aliberti? È un ragazzo cresciuto con pane e politica, con l'hobby della penna, forgiato prima nel mondo dell'associazionismo delle parrocchie e poi nelle tv locali, dove 'giocava' ( ma neanche troppo) a fare il giornalista, con la spavalderia e l'imprudenza di un giovane che non ha paura; la realtà che denunciava, era quella che nel '93 condusse allo scioglimento del comune per infiltrazioni camorristiche. Quello che parlava ad una telecamera in uno studio televisivo di paese, era un Pasquale Aliberti agguerrito ma pur sempre acerbo.  E’ stato suo padre ad instradarlo verso il mondo della politica, attento osservatore delle dinamiche che negli anni si intrecciavano in città. È lui, che la sera richiamava all'ordine suo figlio, per ri-guardare insieme le registrazioni delle puntate in onda su Canale 3, è lui che con i suoi modi paterni, ma assolutamente critici, correggeva qualche nota stonata o qualche espressione scomoda. Suo padre.

Il giornalismo era solo una scusa. C'era una fiammella, dentro di lui, che ormai si era accesa e ardeva scoppiettante. Quella fiammella era la sua passione per la politica che ormai aveva preso tutto, aveva fatto scacco matto, nella mente e nel cuore di Pasquale. Nel '94 aderisce a Forza Italia ed inizia la sua scalata, la sua esperienza amministrativa, dove non mancano le batoste all'opposizione e le sconfitte in una città dove per anni avevano tenuto banco famiglie di sinistra. E’ qui che prende forma quel sentimento di rivalsa e di giustizia che da sempre lo contraddistingue.

Nel 2003 viene rieletto come consigliere comunale. Dai banchi dell'opposizione è sempre lui a prendere la parola, a contrastare il governo Bottoni; diventa il protagonista assoluto delle bagarre di consiglio.

Nel 2008 diventa sindaco di Scafati. Trasportato in spalla dai suoi sostenitori, in un tripudio di festeggiamenti e di cori da stadio, inizia il suo sogno, quello che aveva nel cassetto e che grazie alla sua caparbietà, ma anche al suo carisma e alle sua dialettica fuori dal comune, aveva finalmente tirato fuori. E si sa, quando i sogni si avverano, poi, non ti lasciano più e anzi, cresce forte il desiderio di alimentarli, come si fa per le piante che hanno bisogno costantemente di acqua.

Da sindaco, Pasquale, ha introdotto un nuovo modo di fare politica, molto vicino al suo leader, Silvio Berlusconi, ma anche molto proiettato al territorio.  Concetti come ‘passione’, ‘amore per la politica’, ‘famiglia di famiglie’ diventano tormentoni e il vero leitmotiv del suo amministrare. La sua squadra, tantissimi militanti ne venivano contagiati, sopraffatti. Il carisma è carisma. O ce l’hai o non ce l’hai. Tutto doveva essere curato nei minimi dettagli, tutto doveva essere trasmesso alla città e ai cittadini, suoi interlocutori privilegiati, tant'è che il ricevimento del pubblico, nella sua stanza, ogni giorno, terminava in tarda serata. In tutta la fase della militanza e dell'esperienza amministrativa sua moglie Monica (eletta per ben due volte consigliere della Regione Campania), era lí con lui, masticando in prima persona quella politica che ormai era parte principale della sua vita e che, in molti casi, sottraeva tempo alla famiglia e ai figli, Rosaria e Nicola. Due personalità opposte. Lei, impegnata nel suo lavoro regionale concreto e senza troppi proclami (il finanziamento delle reti fognarie, i lavori della SS 268 e la strenua difesa del Progetto Grande Sarno sono solo alcuni esempi), lui, vulcanico, fattivo e ambizioso.

È ancora sindaco nel 2013, un banco di prova importante, perchè dopo la programmazione dei primi cinque anni,  era tempo di passare alla realizzazione delle grandi opere pubbliche, quelle che avrebbero 'cambiato il volto cittadino'.

Nel 2011 diventa componente dell’ufficio nazionale di presidenza A.N.C.I. (Associazione Nazionale  Comuni Italiani), un'esperienza a cui non avrebbe rinunciato per nulla al mondo, perchè gli consentiva di stringere rapporti oltre regione, sempre proiettati alla crescita della sua città. Ogni tornata elettorale, dalle Politiche alle Europee era per lui un banco di prova importante, una sfida prima con se stesso e poi con gli altri, dove non esitava a metterci la faccia, esponendosi in prima persona, per sostenere tizio o caio all’interno del partito di Forza Italia, a cui è rimasto sempre fedele. E i risultati del suo impegno non sono mai passati inosservati e mai hanno deluso le aspettative. E’ a Pasquale che ci si rivolge per organizzare la Festa della Libertà, in tutte le sue edizioni, è Pasquale che si chiama in causa quando c’è da sostenere un candidato alle Europee, indicato dai leader.

In questa vita frenetica, che spesso lo ha portato fuori dalla città, Pasquale, trova la sua dimensione solo a Scafati. Una vacanza, una trasferta, un incontro politico fuori regione, non avrebbe mai potuto sostituire o mettere in secondo piano una sagra di paese o, esempio emblematico, la festa della Madonna delle Vergini. E’ l’unico sindaco, nella storia di Scafati, che ha attraversato, per tutti i giorni dei festeggiamenti religiosi, le strade cittadine, i posti dimenticati e abbandonati da sempre, consumando le scarpe tra i suoi cittadini e i fedeli.

Pasquale ha sempre avuto la visione chiara di chi erano i suoi amici e i suoi nemici. Lo capiva prima, non si sa come, ma lo capiva. Ed infatti, questo sesto senso, per un certo periodo, lo ha guidato nelle scelte. Ma si sa, non sempre in politica ci si può circondare di fedelissimi; i sindaci, troppo spesso, sono costretti a diventare veri e propri equilibristi.

Pasquale non ha mai avuto un carattere facile, ma chi lo conosceva davvero riusciva ad intuire cosa gli balenasse per la testa, anche quando, sbatteva una porta o sorrideva malcelando delle preoccupazioni.  La porta della sua stanza al Comune, in ogni caso, era sempre aperta per i cittadini, qualsiasi fosse il suo umore.

Pasquale quando si è insediato per la prima volta a Palazzo Meyer ha preteso che la scrivania di ‘primo cittadino’, non fosse allocata su uno scranno, bensì fosse posizionata in maniera informale. Ai concerti, ai convegni, agli incontri pubblici, non ha mai voluto prevedere pass preferenziali per i consiglieri o per i suoi amici. Tutti dovevano essere uguali, nessuno escluso.

Poi è arrivata l’indagine meglio nota come ‘Sarastra’. (Ma dove l’hanno preso, poi, questo termine?). L’unico riferimento potrebbe essere uno dei protagonisti dell’opera di Mozart ‘Il flauto magico (1791), appunto Sarastro, personaggio negativo che ‘punta al sole, ma a volte viene riportato alla furia degli istinti’. Nell’opera emerge chiara la lotta al supremazia tra uomo e donna. Il riferimento ai coniugi Aliberti appare dunque chiaro, ma a questo punto anche poco attinente.

Pasquale è un uomo che per la politica ha accantonato tante cose, ma che ha saputo ritornare sui suoi passi per recuperare laddove aveva trascurato, è un uomo che sa chiedere scusa, è un ‘malato di politica’, come lui stesso si definisce nel suo libro ‘Passione e tradimenti’, ma la malattia di cui si parla non è un cancro, bensì una malattia rara, di quelle che in giro non si trovano, di quelle che ti fanno salire la febbre per le emozioni, l’entusiasmo e l’adrenalina. Le stesse che hanno fatto piangere, gioire, sorridere tantissimi cittadini, quando giù dai palchi, erano rapiti dalle sue parole. Gli stessi cittadini che lo hanno votato e con molta probabilità lo voterebbero ancora.

Dopo la pronuncia del Riesame, si attende, ora, il responso del ricorso in Cassazione. Entrare nel merito dell’indagine significherebbe prendere posizioni di parte ed è per questo, che ci basta parlare di lui, della sua storia, dell’uomo, dell’anima di chi, si può amare o si può odiare, si può rinnegare o osannare, ma continuerà ad essere per tanti, tantissimi cittadini, Pasquale Aliberti, il sindaco di Scafati.

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