“DATECI IL PERMESSO DI RICERCA DI IDROCARBURI!”, DICE LA SHELL, “E IL VALLO DI DIANO DIVENTERA’ LA NUOVA CALIFORNIA”

“Come la Val D’Agri'”, diciamo noi…”Peccato che i Comitati Nimby e i sindaci si oppongano!”

Allora, per la SHELL il Vallo di Diano potrebbe diventare la “nuova California?”. Ma allora come mai i Comitati Nimby e i sindaci dell’area in esame si oppongono a tale ricerca di idrocarburi? Eppure su alcuni giornali sono stati scritti articoli di appoggio alla tesi della Shell. Articoli che precisano che la SHELL userà tecnologia dolce (sigh), niente vibrazioni causate dall’uomo (arisigh), ma si registreranno quelle naturali, e che la compagnia ha avviato al Ministero dell’Ambiente le procedure V.I.A., valutazione d’impatto ambientale, per cercare giacimenti in altre due aree, nel cuore della Basilicata, definite La Cerasa e Pigneto (qui ha sbagliato perché si chiama Pignola, noto e storico centro abitato vicino a Potenza). 

Essendo noi di Mezzostampa giornalisti che non devono niente a nessuno, e non ci vendiamo, ci permettiamo ancora una volta di dubitare di tutto questo, e chiediamo lumi al nostro esperto, il prof. Franco Ortolani (nella foto), docente di geologia all’Università di Napoli, affinchè ci delucidi ancora una volta sulla richiesta della Shell di ricercare idrocarburi in un vero e proprio Santuario delle acque, come il Vallo di Diano e i M.ti della Maddalena. 

MEZZOSTAMPA: “Prof. Ortolani, lei crede a questa tecnologia dolce? E al mecenatismo della Shell?” 

ORTOLANI: “Quando si afferma, da parte di certa stampa, che questa ricerca di idrocarburi porterà benessere e sviluppo e che il territorio diventerà una specie di “Terra Promessa”, sorrido e mi chiedo come mai i Comitati Nimby e i sindaci della zona si siano attivati temendo devastazioni, disastri e catastrofi?  Possibile che finora i cittadini campani e lucani non si siano accorti di vivere a contatto con la “California nostrana?”. Quindi, io e i Comitati Nimby e i Sindaci delle zone in soggette a ricerche di idrocarburi, nutriamo forti dubbi, su questa tecnologia dolce e sull'estrazione di idrocarburi, se ci fossero, che porterebbero benessere ai residenti, ma soprattutto, qui si fa finta di non sapere che il permesso di ricerca riguarda i serbatori idrogeologici carbonatici costituiti da rocce molto permeabili e carsificate con vari bacini chiusi endoreici che assorbono l’acqua di pioggia attraverso inghiottitoi, per cui eventuali inquinanti si infiltrerebbero agevolmente andando ad inquinare le falde irreversibilmente con incalcolabili danni socio-economici. ” 

MEZZOSTAMPA: “Ma la Shell dice che presenterà una specifica Valutazione di Impatto Ambientale per ciascuna delle fasi successive di esplorazione previste dal programma dei lavori. Inoltre, le ricerche in base a una collaborazione della Shell con il mondo della ricerca saranno usate dalle Università di Napoli e di Potenza e dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per capire meglio il sottosuolo tormentato di quelle regioni. Insomma, mi sembra positivo che facciano tutto ciò. Non crede?” 

ORTOLANI: “Sorrido a tutto questo mecenatismo. Praticamente, mentre Cristo si è fermato ad Eboli, la SHELL scenderebbe più giù fino al Vallo di Diano per portare benessere e salute! L’istanza Monte Cavallo comprende circa l’80% di aree protette ambientalmente. Nella parte di serbatoio idrogeologico dei Monti della Maddalena ricadente nell’area dell’istanza Monte Cavallo in Basilicata e nel Parco dell’Appennino lucano la legge per quanto riguarda le attività di esplorazione e produzione di idrocarburi all’articolo 3, comma 1, lettera n) del “Disciplinare di tutela del Parco” contenuto nel Decreto istitutivo, dice che è vietato su tutto il territorio del Parco “l’attività di estrazione e di ricerca di idrocarburi liquidi e relative infrastrutture tecnologiche”. Si fa presente che la maggior parte del serbatoio idrogeologico dei Monti della Maddalena che alimenta oltre 4000 litri al secondo di acqua potabile ricadente nell’area dell’istanza Monte Cavallo e in Campania è protetta ambientalmente come SIC Sito di Interesse Comunitario Monti della Maddalena nel quale sono previste esclusivamente attività economiche legate all’ambiente quali quelle agricole e quelle silvopastorali e zootecniche. Come scrive ENI Scuola “Le “acque carsiche” sono riserve idropotabili preziose ma molto vulnerabili all'inquinamento”. La nota pubblicata da Eni quindi evidenzia la grandissima pericolosità di inquinamento, non esprime un diniego diretto ed esplicito sull’attività petrolifere sui serbatoi idrogeologici ma lo si può chiaramente dedurre. Ne discende che sui serbatoi idrogeologici carbonatici carsificati come i Monti della Maddalena non si possono realizzare in sicurezza impianti industriali inquinanti né attività petrolifere potenzialmente inquinanti. La valutazione di impatto ambientale di un progetto deve valutare anche cosa potrebbe accadere all’ambiente in caso di incidenti. E’ noto ed evidente che non si può escludere che incidenti non voluti si possano verificare in superficie e nel sottosuolo con irreparabili conseguenze in relazione all’inquinamento della risorsa idropotabile. Rischi assolutamente sottovalutati e non menzionati dell’istanza Shell”. 

MEZZOSTAMPA: “Chiarissimo, ma allora la stampa che appoggia l’istanza della Shell, per quale motivo lo fa? Quali interessi ci sono?”   

ORTOLANI: “Se il Sole 24 Ore è interessato può venire a fare un sopralluogo per verificare le reali caratteristiche ambientali ed idrogeologiche del territorio su cui insiste l’istanza Monte Cavallo ed i reali pericoli di inquinamento irreversibile delle risorse idropotabili, che hanno importanza strategica in quanto insostituibili, qualora si attivassero attività petrolifere comprendenti estrazione e oleodotti. Non si tratta di NIMBY: quelli dei cittadini e degli amministratori locali sono timori basati su situazioni verificabili, sostenuti da cittadini responsabili che momentaneamente sono fruitori dell’acqua potabile che da alcune centinaia di migliaia di anni la natura mette a disposizione e che continuerà ad essere disponibile gratuitamente per l’eternità se l’uomo predatore non le inquinerà!” E’ chiaro che il Sole 24 ore fa gli interessi di chi è maggiore azionista del giornale: la Confindustria. Secondo questo giornale io sarei un agitatore perché mi oppongo al progresso: Ebbene sì, se agitatore significa proteggere risorse idropotabili che danno oltre 4000 litri al secondo gratuitamente da attività petrolifere, ebbene sì, sono agitatore e, come dicono loro, affetto da sindrome di Nimby.” 

MEZZOSTAMPA: “Professore, lo sa che ha messo in crisi quel suo collega dell’università che è favorevole alla ricerca di idrocarburi? Dice che non potrà più fare ricerca nel Cilento e non potrà portare più studenti perché teme per la sua incolumità. Ma è vero?” 

ORTOLANI: "Il collega attualmente dimostra di avere seri problemi nel relazionarsi con il territorio e i cittadini direttamente, evidentemente. Per decine di anni abbiamo fatto didattica sperimentale sul territorio a partire proprio dal Vallo di Diano dove guidai una campagna geologica incentrata sul rilevamento geoambientale al fine di valutare oggettivamente l’impatto delle attività umane sulle risorse idropotabili. Siamo stati e siamo accolti a braccia aperte dai residenti perché i cittadini vedono in noi trasparenti difensori delle risorse idrogeologiche di importanza strategica per la vita e l’economia. Una delle più grandi università del Mediterraneo deve occuparsi delle risorse naturali del territorio nel quale opera per fare in modo che tutte le risorse siano utilizzate e preservate senza privilegiare gli eventuali idrocarburi profondi a scapito dell’acqua potabile più superficiale. Quando si tratta di risorse idropotabili insostituibili è evidente che queste vanno tutelate e difese perché i serbatoi idrogeologici continueranno ad alimentare le sorgenti ancora per l’eternità. Le attività petrolifere si possono attuare nel rispetto verificato delle leggi laddove siano compatibili con le caratteristiche ambientali. Nel caso dell’istanza Monte Cavallo è palese l’incompatibilità per le attività petrolifere. Il collega timoroso può stare tranquillo perché i cittadini hanno spalle larghe per capire che la difesa delle risorse idropotabili è cosa molto seria e che anche un docente momentaneamente smarrito domani sarà un alleato nella tutela delle risorse ambientali di superficie.".

MEZZOSTAMPA: “Ottima e rasserenante risposta professore Ortolani, restiamo a sua disposizione per qualsiasi altra notizia o intervista volesse fornirci. Siamo e restiamo a favore dell’ambiente. Grazie

ORTOLANI: “Grazie a voi

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