RITROVATA DAI CARABINIERI LA TESTA DI UNA STATUA DI AGRIPPINA DAL VALORE DI CIRCA UN MILIONE DI EURO

L'operazione chiamata "Agrippina" è stata effettuata dal nucleo carabinieri di piacenza che ha bloccato un dentista di Parma che cercava di venderla. La Soprintendenza di Pompei esclude che sia stata trafugata 25 anni fa a Pompei.
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Una testa di donna in terracotta, in ottimo stato, risalente presumibilmente tra la seconda metà del II secolo avanti Cristo e la prima metà del I secolo avanti Cristo, è stata scovata nell?abitazione di un 36enne restauratore piacentino di mobili antichi, che è stato denunciato per ricettazione. Con lui è finito nel registro degli indagati con la stessa accusa anche un 62enne dentista di Parma che, secondo gli inquirenti, deteneva il prezioso reperto da decenni prima di cederlo al restauratore per farlo piazzare sul mercato illegale. E' un ritrovamento sensazionale quello operato dai carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza.

Nella conferenza stampa tenuta dai carabinieri, il capitano Ciro Imperato dichiara: "L'emilia Romagna è una regione florida e ricca che si presta al commercio di questi reperti archeologici. A livello internazionale si prestano molto al commercio, l'America e i Paesi asiatici, Se non fosse stata rinvenuta sarebbe stata preda di "amatori" privati che l'avrebbero acquistata al mercato nero. Il valore è di circa 1 milione di euro. I carabinieri si sono dotati, più di 40 anni fa, di un reparto speciale per la protezione di questi beni culturali in sintonia con i tecnici della Soprintendenza".

L'archeologa Roberta Conversi, della Soprintendenza archeologica di Parma, presente alla conferenza stampa, a sua volta dichiara: "L'intervento dei carabinieri ha restituito allo Stato questo importante reperto. Una testa femminile riconducibile al I° secolo avanti Cristo. E' una terracotta votiva. Non ci sono elementi precisi per la provenienza, ma si può dedurre che viene dall'area Laziale-Campana. E nemmeno ci sono elementi per dire che viene da POmpei come si dice da varie fonti. Il recupero ha una grande valore per il Patrimonio artistico-culturale dello Stato. Escludo che sia di provenienza piacentina. Se riuscissimo a sapere da dove proviene, allora ritornerà al luogo di origine. Per ora resta qui".

La rara testimonianza del nostro patrimonio storico, è stata esaminata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici di Parma, destando enorme interesse nell?ambiente culturale e archeologico, che ascrive la testa ritrovata al volto di Agrippina Minore, ovvero Giulia Agrippina Augusta, madre dell?imperatore Nerone.

A questo proposito, per mettere fine alle illazioni, la Soprintendenza di Pompei, in un comunicato dice: "In merito alla notizia del sequestro della testa femminile in terracotta rinvenuta a Piacenza dal Comando dei Carabinieri, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei informa che al momento non vi sono dati che provino la sua provenienza da Pompei o dall?area vesuviana. Da escludere è l?identificazione della testa fittile, probabilmente votiva, con ?Agrippina Minore?; l?interessante reperto è riferibile piuttosto a una tipologia di manufatti di età classica ed ellenistica noti presso numerosi santuari dell?Italia centro-meridionale".

Vero è che 30/40 anni fa, a Pompei, i tombaroli rubavano moltissimi reperti archeologici, anche scavando gallerie che portavano da via Plinio negli Scavi, vendendoli ai mercati esteri. E le cronache dell'epoca ce lo confermano. Ma da qui a dire che proviene da Pompei, come tanti organi di stampa dichiarano, ce ne passa.