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ETS, NESCI (FdI-ECR): "PRIMO PASSO PER DIFENDERE LE IMPRESE ITALIANE E CALABRESI. IL PD SCOPRE SOLO OGGI I RISCHI PER L'INDUSTRIA"
Il Parlamento europeo approva la revisione dei parametri sulle emissioni. L'eurodeputato: «Fratelli d'Italia sostiene da tempo la necessità di cambiare le regole. Ora anche i Democratici dimostrino coerenza con i prossimi voti».REGGIO CALABRIA, 23 ottobre 2026 – «Il voto del Parlamento europeo sulla revisione dei parametri ETS è un primo risultato nella direzione di una maggiore tutela delle imprese e della competitività industriale. Fratelli d'Italia e il gruppo ECR hanno sostenuto questo intervento, ma la battaglia non si esaurisce qui: occorre una revisione profonda di un sistema che, soprattutto nell'attuale crisi energetica, rischia di imporre costi sempre più difficili da sostenere alle nostre aziende».
Lo dichiara Denis Nesci, europarlamentare calabrese di Fratelli d'Italia e del gruppo ECR, commentando l'approvazione a Strasburgo, con 474 voti favorevoli, della posizione parlamentare sui parametri utilizzati per l'assegnazione gratuita delle quote di emissione alle industrie. La proposta punta a rendere disponibili quasi 100 milioni di quote aggiuntive nel periodo 2026-2030, attenuando gli effetti economici delle attuali regole su alcuni settori produttivi ad alta intensità energetica. Il testo dovrà ora essere negoziato con il Consiglio dell'Unione europea: «Per la Calabria non è una discussione lontana, riservata agli uffici di Bruxelles. Quando aumentano i costi dell'energia e della produzione, le conseguenze riguardano anche le nostre imprese, le filiere manifatturiere, la capacità di investire e di creare occupazione. In una regione che deve ancora superare importanti divari infrastrutturali ed economici, non possiamo permetterci che le politiche europee diventino un ulteriore fattore di svantaggio competitivo», sottolinea Nesci.
L'eurodeputato richiama quindi le differenti posizioni assunte negli anni dalle forze politiche europee: «Fa piacere che anche il Partito Democratico abbia sostenuto questo intervento. Ma sarebbe opportuno ricordare che nel 2023 i Socialisti e Democratici europei votarono a larghissima maggioranza a favore della riforma dell'ETS, mentre i Conservatori e Riformisti espressero una posizione prevalentemente contraria. Oggi gli stessi ambienti politici riconoscono la necessità di alleggerire i costi per le industrie. È legittimo cambiare valutazione, ma servono scelte coerenti anche nei prossimi passaggi».
«La posizione di Fratelli d'Italia è chiara: chiediamo una revisione strutturale dell'ETS, la sua sospensione durante l'attuale emergenza energetica e il congelamento del nuovo ETS2. È una linea che il Governo Meloni sta sostenendo anche nel confronto europeo e per la quale proprio in questi giorni stiamo combattendo perché è fondamentale evitare nuovi costi alle aziende. La transizione ambientale deve essere accompagnata da tecnologie disponibili, tempi sostenibili e strumenti adeguati per le imprese, senza compromettere la nostra base produttiva».
«Al PD chiediamo - conclude Nesci - di eliminate le ambiguità e di sostenere dunque anche le prossime revisioni, senza fermarsi a un singolo voto. Per la Calabria, come per l'intero Mezzogiorno, la competitività delle imprese e la tutela dell'occupazione sono questioni concrete, che richiedono continuità nelle decisioni europee e nessun tentennamento», conclude Nesci.



