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NAPOLI, FERMARE LO SBLOCCA-ITALIA: CACCIARE IL GOVERNO RENZI E NO AL COMMISSARIAMENTO DI BAGNOLI
Corteo cittadino il 16 Marzo, ore 9, metro di Montesanto, per dire no al commissariamento di Bagnoli. Tutti al Consiglio Comnale a via VerdiIl 16 marzo si terrà un consiglio comunale straordinario sulla vicenda di Bagnoli. L'anniversario dell'incendio di Città della Scienza, ancora senza responsabili accertati, le dichiarazioni del sottosegretario Del Rio e un nuovo incendio nella strutta di Bancarotta segnalano che lo scontro sul futuro dell'area sta entrando in un momento cruciale: il governo incalza accelerando la nomina del Commissario Straordinario, diretta emanazione di Renzi e del PD, che potrà cambiare senza dar conto a nessuno le regole urbanistiche e favorire i processi di speculazione.
In prima fila come gruppi di potere ci sono Fintecna, il mostro della finanza gestito da Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo Caltagirone e i costruttori napoletani, i concessionari del litorale e altre lobby come quella di Città della Scienza. Si prepara insomma un ulteriore tentativo di spartizione di risorse pubbliche e di speculazione edilizia in deroga alle norme, e passando sopra gli interessi e la volontà dei cittadini e delle amministrazioni locali. Le stesse, a partire dal Sindaco di Napoli, dopo tante confusioni, si sono comunque opposte all'ipotesi del commissariamento, contenuta come norma nell'ormai legge Sblocca-Italia, contrastata a Bagnoli dalle mobilitazioni del 7 novembre e dei mesi successivi, e in tantissimi territori soprattutto del sud Italia.
Proprio contro lo Sblocca-Italia si è esposto il sindaco che sta convocando per aprile una conferenza dei sindaci e degli amministratori che si oppongono contro le norme dello Sblocca-Italia, l'iniziative legislativa che meglio riassume il progetto di ristrutturazione sociale del governo Renzi fondato sulla precarietà, sulle privatizzazioni, su una politica energetica e strutturale basata sui combustibili fossili e le grandi opere inutili, gli inceneritori e le discariche, sulla salvaguardia degli interessi privati, delle rendite e dei profitti, a scapito dei diritti sociali, della salute e dell'ambiente dei territori, il tutto gestito attraverso continue torsioni autoritarie espresse nei commissariamenti e nella militarizzazione.
In questo quadro riteniamo che non si possa lasciare tale livello di scontro ad una partita tra livelli istituzionali, ma che i movimenti sociali, i comitati, e in prima persona gli studenti, i lavoratori, i disoccupati, i precari debbano far sentire la propria voce e costruire momenti di lotta per bloccare l'iniziativa del governo e degli speculatori a Bagnoli (vedi foto) come in tutta la città, e mettere al centro della trasformazione urbana i bisogni sociali: la casa, il salario, la salute, i servizi, gli spazi sociali, la tutela ambientale, l'interesse collettivo; per bloccare l'ennesimo assalto delle mani sulla città dei grandi gruppi imprenditoriali e finanziari, delle clientele partitiche, e delle organizzazioni criminali.
Per questo riteniamo importante costruire una manifestazione che attraversi le vie della città per portare la voce di chi lotta fuori e dentro le aule del consiglio comunale e per imporre a tutti i livelli istituzionali, dal comune al governo, di confrontarsi con le rivendicazioni e le lotte in città che chiedono a gran voce il ritiro e il blocco delle norme contenute nello Sblocca-Italia e l'avvio di un processo di partecipazione reale che metta al centro l'interesse collettivo e i bisogni sociali di chi ha pagato di più la crisi e il malgoverno nella nostra città nella ridefinizione di un modello urbano che valorizzi le risorse comuni, la cooperazione, l'ambiente, il lavoro, la salute, i diritti e strappi dalle mani dei mariuoli in giacca e cravatta il giocattolo della trasformazione urbana e del furto di risorse pubbliche ad essa connessa.
Coscienti del poco tempo a disposizione facciamo appello a movimenti, reti, associazioni, collettivi a costruire la mobilitazione dentro e oltre l'appuntamento del 16 marzo, per riprenderci il governo dei territori e della città a partire dalle comunità che resistono e che sperimentano ogni giorno relazioni sociali non fondate sul profitto e sull'ingiustizia.



