-
ILARIA LONGO23:24
-
UF.ST.ASCEA23:10
-
ROSMARINO NEWS21:41
-
UF.ST.P.A.ERCOLANO18:23
-
Carmen De Rosa Portavoce SVIMAR18:01
-
UF.ST.PROCURA DI NOCERA INFERIORE23:23
-
Attilio Maglio23:09
-
PK COMMUNICATION22:32
-
uf.st. LONGOBARDI SCAFATI BASKET22:32
-
Segreteria Regionale OR.S.A. TPL Regione Campania16:44
-
Marella Brunetto e Marco Pirollo16:20
-
Ender comunicazioni15:11
-
PRISCO CUTINO19:06
-
UF.ST.TERZA MISSIONE UNISA21:45
-
UF.ST.NESCI18:48
SCAFATI, "CASO" COPPOLA, ACANFORA: "UN PROBLEMA ISTITUZIONALE PRIMA CHE POLITICO". CASCIELLO: "GIUSTO UN CHIARIMENTO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE"
Sul “caso” del Presidente del Consiglio Comunale sollevato anche dai consiglieri di opposizione, il consigliere di maggioranza, Nicola Acanfora (foto in alto): “La “questione Coppola” sollevata anche dai consiglieri comunali di opposizione Raviotta e Matrone deve essere approfondita ma anche trasferita dal piano politico a quello istituzionale: è da discutere ad esempio il problema del coordinamento delle commissioni, della preparazione al consiglio comunale, delle conferenze dei capigruppo che dovrebbero confrontarsi a prescindere dalla programmazione di un Consiglio, oltre che il problema della funzionalità del Presidente del Consiglio che dovrebbe garantire l’imparzialità tra maggioranza e opposizione. In particolare condividiamo con i consiglieri Raviotta e Matrone il dubbio sulla terzietà di Coppola. In più casi, infatti, ha preso iniziative anche forti e pubbliche contro questa amministrazione che non sono servite da stimolo ma solo a destabilizzare la maggioranza, frenando con il suo atteggiamento l’azione amministrativa per questioni personali e non politiche, professandosi tra le varie di essere di un partito piuttosto che di un altro anche sui social network”.
Il consigliere di maggioranza, Mimmo Casciello (foto in basso): “Probabilmente Coppola non si sente più parte della maggioranza ma la sua sfiducia non è all’ordine del giorno delle nostre discussioni. Riteniamo che tocchi alla propria coscienza la decisione di rassegnare le dimissioni nel caso in cui non si è in grado di assicurare le funzioni di garanzia delle istituzioni e del programma politico con il quale ci si è presentati agli elettori”.




