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GIULIO DI DONNA20:41
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LICIA GARGIULO18:08
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CLELIA ARDONE17:38
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO16:18
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SILVIA DE CESARE16:01
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UF.ST.P.A.ERCOLANO15:52
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UF.ST.P.A.POMPEI12:04
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UF.ST.GIVOVA22:14
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STEFANO SANSONE16:25
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Giovanna di Giorgio15:56
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UF.ST.P.A. ERCOLANO15:09
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UF.ST.MARIO POLICHETTI19:11
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ANTONIO ABATE18:33
CAVA DE’TIRRENI, CIRIELLI: SU DISCARICHE A CIELO APERTO MINISTERI ACCERTINO RESPONSABILITA’ DEL COMUNE
“Ho presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dell’Interno per chiedere quali iniziative di competenza ritengano opportuno adottare in relazione alle discariche a cielo aperto presenti sul territorio cavese, al fine di tutelare il fondamentale diritto alla salute dei cittadini, e porre fine a tali scempi ambientali”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
“Il fenomeno dei conferimenti «selvaggi» - spiega Cirielli - avrebbe raggiunto un livello tale da sfuggire al controllo dell'amministrazione comunale e a peggiorare la situazione è anche il mancato funzionamento del servizio volontario degli ispettori ambientali; a tali scempi ambientali si starebbe cercando di porre rimedio solo con il lavoro, certamente insufficiente, degli agenti della sezione ambiente, che effettuano appostamenti e controlli nei pressi delle postazioni di conferimento dei rifiuti più esposte al rischio”.
“Secondo quanto portato alla luce dalla stampa locale – sottolinea - in cinque discariche su sette delle aree periferiche di Fano, San Cesareo, Cesinola, Badia e Pregiato sarebbe stata riscontrata la presenza di eternit. Il rischio che particelle anche minime possano disperdersi nell'ambiente circostante è ancora più elevato se pioggia battente e vento esercitano la loro azione; essendo ormai riconosciuta e accertata scientificamente la potenziale pericolosità di eternit e amianto per la salute pubblica, non dovrebbe essere possibile così facilmente spezzare, frantumare, trasportare senza gli obbligatori accorgimenti e abbandonare in strada questo tipo di rifiuti pericolosi, eppure è quello che succede”.
“Si tratta, insomma, - conclude Cirielli - di reati ambientali che in ogni caso – anche se con diverse conseguenze – ricadono più o meno pesantemente sulla collettività e sul servizio di raccolta già penalizzato da gravi carenze; la salvaguardia e la salubrità dell'ambiente è poi legata inevitabilmente alla tutela della salute pubblica ed è compito di tutte le istituzioni prevenire ed eliminare i pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini”.



