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Scafati: PRESENTATO IL CODICE ETICO DEI CANDIDATI
I candidati delle liste sostenitrici del sindaco Bottoni lo hanno condiviso in totoAntonio Monaco e i rappresentanti delle varie liste, per la Nuova Democrazia Cristiana, Alfonso Di Massa, per i Popolari Uniti, Alfonso Pisacane, per lo Sdi, Giuseppe Avvisati, per il Centro Popolare Michele Marano per l’Italia dei Valori, Carmine Sorrentino. “Le donne e gli uomini del PD - si legge dal “Codice” – si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione – anche di carattere interno al partito - coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali sia stato: a) emesso decreto che dispone il giudizio;b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione; c) emessa sentenza di condanna, ancorchè non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento>>. Un codice condiviso, che, all’indomani delle numerose critiche avanzate da altri candidati, giunge a testimonianza di trasparenza e di lealtà. Tra le tante critiche mosse al candidato del PD e alla sua coalizione, anche quella di aver inglobato nelle proprie liste, “personaggi”, che cinque anni fa si coalizzarono con il centro-destra, passando solo dopo in maggioranza. Un atteggiamento giustificato e ridimensionato dai presenti. << E’ un fenomeno quasi fisiologico – ha detto Michele Marano - quello del cambiamento di coalizione. Soprattutto quando ci si trova in una realtà locale dove i programmi evolvono e i partiti sono ancora in via di definizione. Il nostro intento è quello di rifarci all’esperienza passata. Fare un libro dei sogni è sbagliato, è demagogico. Fondamentale, è invece capire cosa significhi fare i conti con la quotidianità, con le casse del comune, con i debiti lasciati dalla precedente amministrazione. Dobbiamo parlare alla città con il linguaggio delle verità>>. Una dichiarazione, in linea con il pensiero espresso da Alfonso Di Massa, esponente della DC. <<Ci sono candidati – ha aggiunto – che concorrono a queste elezioni esclusivamente per accedere alla carica di consigliere. A loro chiediamo, di confrontarci solo sui programmi>>. E di polemiche sterili, i seguaci di Bottoni ne avrebbero potute fare, come ad esempio, il denunciare la similarità del simbolo della lista Scafati Democratica con quello dell’Ulivo. << Abbiamo deciso – ha detto Monaco – di evitare di avanzare ricorso, sebbene la somiglianza fra i due simboli sia evidente, proprio per non incorrere in perdite di tempo inutili>>. Francesca Cutino



