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PRISCO CUTINO16:08
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silvia de cesare15:37
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POLIZIA MUNICIPALE DI SALERNO22:27
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UF.ST.NURSIND SALERNO22:10
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Ssilvia De Cesare17:35
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FRANCESCO LO BRUTTO17:10
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Emilio D'Arco Area Comunicazione Gruppo Stratego21:48
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GIULIO DI DONNA21:19
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GABRIELE DI MARZO20:49
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO18:33
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SILVIA DE CESARE17:58
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SILVIA DE CESARE20:56
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SILVIA DE CESARE17:41
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PRISCO CUTINO17:05
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uf.st.lega provinciale Salerno21:01
PROVINCIA DI SALERNO, PROTESTA PER MANCATA CONVOCAZIONE AL CONSIGLIO PROVINCIALE
All'Ordine del giorno la ricapitalizzazione della CSTPI Consiglieri Provinciali del PD, Giovanni Coscia, Giovanni Savastano, Tommaso Amabile, Domenico Volpe, Salvatore Iannuzzi e Paolo Russomando, in data 18 ottobre 2013, hanno consegnato alla Prefettura di Salerno una richiesta di intervento, al fine di diffidare il Presidente del Consiglio Provinciale Dott. Fernando Zara, inottemperante alla richiesta di convocazione del Consiglio Provinciale sottoscritta da undici Consiglieri, con all’Ordine del Giorno la questione della Ricapitalizzazione del CSTP ed eventualmente, attivare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 39 del TUEL .
Si stigmatizza il comportamento del Presidente del Consiglio Provinciale – aggiungono i consiglieri del PD- che oltre a non convocare il Consiglio nei termini di legge (entro 20 giorni dalla richiesta), ha riscontrato con una nota (dopo oltre 40 giorni), manifestando la volontà non voler convocare il Consiglio Provinciale, adducendo giustificazioni destituite di ogni fondamento di fatto e di diritto. Il Consigliere Coscia e tutto il Gruppo Consiliare ritiene che la mancata convocazione dell’organo politico dell’Ente sia gravemente illegittima e artificiosamente dilatoria in quanto, il Presidente del Consiglio era tenuto a predisporre l’Ordine del Giorno e convocare il consiglio, senza entrare nel merito dell’ argomento richiesto dai Consiglieri. La mancata convocazione del Consiglio – concludono i consiglieri P.D.- , oltre a ingenerare ulteriori dubbi sulla reale intenzione della Provincia ad accompagnare il percorso di risanamento del CSTP, costituisce una ennesima mortificazione e violazione dei diritti dell’assemblea stabiliti dalla legge e dallo statuto dell’Ente.



