-
PRISCO CUTINO23:18
-
RAFFAELA D'ANDREA18:49
-
UF.ST.P.A.POMPEI17:11
-
ILARIA LONGO23:24
-
UF.ST.ASCEA23:10
-
ROSMARINO NEWS21:41
-
UF.ST.P.A.ERCOLANO18:23
-
Carmen De Rosa Portavoce SVIMAR18:01
-
UF.ST.PROCURA DI NOCERA INFERIORE23:23
-
Attilio Maglio23:09
-
PK COMMUNICATION22:32
-
uf.st. LONGOBARDI SCAFATI BASKET22:32
-
Segreteria Regionale OR.S.A. TPL Regione Campania16:44
-
Marella Brunetto e Marco Pirollo16:20
-
Ender comunicazioni15:11
SALERN O, INTERROGAZIONE DELL'ON VINCENZO FASANO A FAVORE DEGLI OPERAI DELLO STABILIMENTO "MARZOTTO" SOTTOPOSTI A RISCHIO AMIANTO
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute. -
Premesso che:
nel 1958 è stato inaugurato a Salerno lo stabilimento Marzotto Sud, nato come filiazione della grande industria laniera Marzotto di Valdagno (Vicenza) che è rimasto operativo sino al 1985;
dopo lo smantellamento della fabbrica e in seguito ad una consulenza tecnica ambientale disposta dal Tribunale di Salerno nel 2008, è stata riscontrata l'esposizione al "rischio amianto" degli operai che in qualità di addetti ai lavori di sartoria, stiratura e confezionamento abiti avevano lavorato nello stesso opificio;
la situazione è già stata denunciata dall'interrogante, con precedente atto di sindacato ispettivo 4-02090, che ancor oggi non ha ricevuto risposta;
a giudizio dell'interrogante la situazione attuale è ancora più grave rispetto a quella denunciata tre mesi fa poiché l'Inps, che in passato aveva riconosciuto agli operai esposti al "rischio amianto" il trattamento previdenziale particolare previsto, ha iniziato a pretendere da questi ultimi la restituzione di una sua parte attraverso la trattenuta del 20 per cento sulla pensione a partire dal mese di maggio 2014;
tale decisione è stata giustificata dall'Inps affermando che vi fossero stati degli errori nel computo del trattamento previdenziale dovuto;
inoltre ad alcuni operai, seppur in presenza di sentenze di primo e secondo grado favorevoli, è stato negato preventivamente dalla Corte di cassazione il trattamento previdenziale in virtù della presenza di vizi formali di carattere amministrativo;
a questo proposito, come si evince dal quotidiano "Il Mattino" dell'8 luglio 2014, è stato presentato un ricorso alla Corte di giustizia europea, la quale ha imputato al Governo italiano la violazione degli articoli 6 e 13 della Convenzione dei diritti dell'uomo;
sempre dal quotidiano si apprende che è stata constatata altresì la violazione di normative nazionali, europee e costituzionali, ossia degli articoli 3, 32 e 8 della Costituzione che sanciscono rispettivamente il principio di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il diritto alla salute e il mantenimento e l'assistenza sociale, dell'articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante "Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto", e della direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro;
la direttiva europea non è stata ancora recepita dall'Italia, verso la quale sono già state irrogate sanzioni pecuniarie, e ciò malgrado la notoria drammaticità della vicenda dell'amianto e delle numerosissime vittime provocate,
si chiede di sapere:
quali orientamenti il Governo intenda esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per porre rimedio all'annosa questione che colpisce gli ex operai dell'opificio Marzotto Sud;
per quali ragioni non abbia ancora proceduto a recepire la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro;
in che maniera voglia provvedere alla tutela della salute dei lavoratori esposti al "rischio amianto".



