OLTRE 6000 LE VITTIME DEL TERREMOTO IN NEPAL, MA SE NE TEMONO 10000

E’ iniziata la mobilitazione internazionale in favore dei nepalesi. Anche i lions International raccolgono fondi.
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Sale ogni giorno che passa il bilancio del terremoto in Nepal. Siamo a 6.204 morti e 13.932 feriti, secondo i dati raccolti dalle autorità locali. Secondo l’Onu, 8 dei 28 milioni di abitanti del Nepal, di cui 1,7 milioni di bambini, sono stati colpiti dal sisma di sabato scorso, magnitudo 7,8, il più devastante degli ultimi 80 anni nel Paese.

Ieri la Croce Rossa Internazionale ha detto che praticamente tutte le case dei villaggi nei pressi dell’epicentro del terremoto in Nepal sono state rase al suolo dalla violenza del sisma e si è detta “estremamente preoccupata” per la sorte di migliaia di persone residenti in quelle zone. Ci si comincia a mobilitare per dare aiuto, viveri, acqua e vestiti alla gente nepalese. Cominciano ad arrivare i primi aiuti e iniziano le prime raccolte di fondi.

La Fondazione Lions Clubs International (LCIF) ha immediatamente concesso un sussidio per catastrofi di grave entità di 100.000 dollari per opere di soccorso e di ricostruzione, ma questo è solo l’inizio. Saranno molte le donazioni dei lions in tutto il mondo a favore dei nepalesi colpiti dal terremoto.

Medici senza frontiere si sta mobilitando per approntare cliniche mobili nei villaggi remoti sulle montagne, a nord di Kathmandu. Una equipe chirurgica composta da un chirurgo, un anestesista e un infermiere sta supportando l’ospedale nel distretto di Bhaktapur a sud di Ghorka, e ha effettuato 5 operazioni chirurgiche finora. Un’altra equipe di MSF stanno identificando il sito migliore per costruire l’ospedale dove i bisogni sono maggiori. Un altro Team di MSF composto da un infermiere e un medico sta fornendo assistenza medica nel distretto di Ghorka.

Il bilancio delle vittime è grave e tende ad aumentare ogni giorno che passa. Il paese è allo stremo, la capitale Kathmandu è una città fantasma, con la gente rimasta senza casa ammassata nei parchi, gli ospedali pieni, il panico per le scosse di assestamento. Ma la situazione nei villaggi dove già in condizioni normali è difficile arrivarci, è sicuramente grave.

Intanto il bilancio delle vittime italiane è di 4 morti. L'Unicef ha reso noto che i bambini "seriamente colpiti" dal sisma sono un milione. Centinaia di migliaia di nepalesi dormono in tenda ed è altissimo il rischio infezioni. La Farnesina: "Rintracciati 347 connazionali". 10 ancora irreperibili. Per l'Onu sono 8 milioni le persone colpite dal sisma e 1,4 milioni a corto di cibo.

Come abbiamo detto, da tutto il mondo iniziano intanto ad arrivare gli aiuti. Il Pentagono ha fatto sapere che un aereo militare americano è in volo verso il Nepal con 45 tonnellate di aiuti, e personale di soccorso per aiutare nelle ricerche. L’aereo è già arrivato a destinazione. L'Unione europea ha stanziato 3 milioni di euro. La Cina, che ha registrato 21 morti nella Regione Autonoma del Tibet per il sisma, ha inviato in Nepal una missione umanitaria composta da 58 medici.

Tutto è iniziato in quella maledetta mattina di sabato 25 aprile 2015; la terra ha tremato con un’intensità pari a 7.9 gradi della scala Richter e l’inferno è piombato su uno degli angoli di paradiso di questo nostro pianeta. Kathmandu, con i suoi vicoli stretti, i suoi monumenti ed uno stile di vita unico al mondo che richiama ogni anno milioni di turisti, improvvisamente si è trasformata in un cumulo di macerie; è crollato tutto, con la gente spaventata in piazza e che a tornare nei resti delle povere case non ci pensa proprio, nemmeno per recuperare i propri oggetti. Un’emergenza importante, con ospedali al collasso ed uno Stato che non riesce a far fronte alla situazione: si sta verificando lo scenario peggiore in caso di terremoto, ossia alto numero di morti e collasso dell’organizzazione statale con necessità immediata di aiuto primario della comunità internazionale.

Secondo gli scienziati, dopo il sisma che ha raso al suolo Kathmandu, è aumentato il rischio terremoto di magnitudo superiore a 8 in California. Secondo il report redatto dall'Usgs, il rischio terremoto in California è passato dal 4,7% al 7%, in quanto lo stato americano si trova in corrispondenza della faglia di Sant’Andrea, che nasce dall’incontro-scontro di due placche: quella Pacifica e quella del Nord America. Se le placche continueranno a spingere sulla faglia di Sant’Andrea, un terremoto potente è inevitabile.