LA PIZZA A FORMA DI SCARPA DA CALCIO, LA RICETTA DI CHEF CIRO

Lo chef napoletano reinterpreta la pizza dandole la forma dello scarpino dei professionisti del pallone per festeggiare un gol di Bianchi, giocatore del Brescia Calcio. Tacchetti e lacci in pasta, dentro una mozzarella campana dop ma soprattutto le “melanzane allo scarpone”, ricetta tipica napoletana che trova nuova vita sulla pizza. Ciro di Maio: “Un piatto della tradizione napoletana perfetto per la stagione estiva, dentro si sentono i gusti semplici della mia terra”
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Il 5 maggio nel match vinto contro il Lecco 4-1 Flavio Bianchi ha realizzato il suo quarto gol stagionale, il definitivo 4-1 per il Brescia calcio. Per festeggiare il suo gol, lo chef Ciro di Maio ha deciso di invitare il calciatore nel suo locale e preparare assieme a lui una pizza a forma di scarpa di calcio in suo onore, ripensando anche un piatto tipicamente napoletano, quello della “melanzana allo scarpone”. 

L’esperienza è stata filmata in un video che Ciro sta diffondendo nei suoi social. Un’idea che sta diventando virale, in molti gli stanno chiedendo di realizzare la pizza a forma di scarpa di calcio. Per Ciro, chef noto per il suo impegno sociale (ha infatti insegnato l’arte della pizza ai detenuti del carcere di Brescia) è una soddisfazione. “Ci piace giocare con le emozioni e con la tradizione, la pizza-scarpa è una novità assoluta”, dice lui. “Abbiamo scelto i prodotti della tradizione napoletana come da nostra tradizione, i prodotti semplici e buoni sono sempre i migliori”.
La preparazione della pizza è curiosa. Per creare la struttura, prima della cottura Ciro ha realizzato una forma con dell’alluminio a uso alimentare. Poi l’ha ricoperta con la pasta, disegnandoci anche i lacci sopra. In forno sono finiti anche i tacchetti. 

Dentro l’impasto, chef Ciro ha deciso di mettere un piatto tipico della tradizione napoletana, le melanzane allo scarpone, che per il nome ammiccano alla scarpa da calcio e donano un gusto semplice e molto estivo. La ricetta seguita per le melanzane è quella della tradizione, c’è anche una parte di fritto. Dopo la cottura, Ciro ha inserito dentro la scarpa una iconica Mozzarella di Bufala Campana Dop, presidio del territorio valorizzato nella sua cucina. Infine, un tocco estivo con basilico fresco e un filo di olio dop extravergine d’oliva campano. 

Alla fine il risultato è stato davvero strepitoso. E di certo ha visto un Flavio Bianchi sorridente, a mostrare la sua “scarpa di pizza”.

Sperando che prima o poi diventi una Scarpa D’oro, sarebbe bello portargli fortuna”, ha detto Ciro, soddisfatto della sua creazione. “Dopo aver diffuso il video e le foto della pizza a forma di scarpa in molti ce la stanno chiedendo al ristorante. Diciamo che è meglio prenotare, è una preparazione davvero particolare ma il risultato è stupendo. Questa ricetta vi porterà direttamente nelle cucine della meravigliosa Napoli, con ogni boccone che vi delizierà con l'autentico gusto del Mediterraneo. Buon appetito”.

Ricordiamo che Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina.

Per chi volesse assaggiare la ricetta di Ciro, il suo locale, “San Ciro” si trova a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp.

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

 

RICETTA “MELANZANE A SCARPONE” DI CHEF CIRO


Ingredienti
- 6 Melanzane ovali nere, fresche e succulente
- 100 g di Olive di Gaeta, per un tocco salato e saporito
- Capperi sotto sale, quanto basta per aggiungere un tocco di vivacità
- 1 Pomodoro datterino pelato (o ciliegino in scatola), per una dolcezza naturale
- Aglio, per un aroma irresistibile
- Olio extravergine d'oliva, per una base gustosa
- Olio di semi di arachide (o girasole), per friggere le melanzane in modo croccante
- Basilico, per profumo e freschezza
- Parmigiano Reggiano grattugiato, per una nota di cremosità
- Sale e pepe, per regolare il sapore secondo i vostri gusti

Preparazione
1. Iniziamo lavando accuratamente le melanzane e rimuovendo i piccioli. Quattro melanzane vanno tagliate nel senso della lunghezza, mentre le altre due vanno tagliate a cubetti.
2. Con uno scavino o con un coltello affilato, rimuoviamo delicatamente la polpa dal centro delle quattro melanzane lunghe, creando delle incantevoli barchette. Tagliamo anche la polpa rimossa a cubetti.
3. In una padella capiente, facciamo scaldare l'olio di semi. Una volta raggiunta la giusta temperatura, friggiamo le barchette di melanzana da entrambi i lati, seguite dai cubetti di melanzana e polpa. Vogliamo ottenere una doratura uniforme e croccante.
4. Nel frattempo, prepariamo il sughetto in una padella separata con olio extravergine d'oliva e aglio. Lasciamo soffriggere leggermente e aggiungiamo i pomodorini e le foglie di basilico. Attendiamo che il sugo si addensi leggermente, quindi aggiungiamo le olive snocciolate e i capperi, insieme ai cubetti di melanzana fritta. Regoliamo di sale e pepe secondo il gusto personale.
5. Prendiamo le barchette di melanzana e disponiamole su una teglia da forno foderata con carta da forno. Riempiamo generosamente le barchette con il ripieno preparato.
6. Aggiungiamo qualche foglia di basilico fresco e una generosa spolverata di parmigiano grattugiato sulle melanzane.
7. Inforniamo a 180°C per circa 20 minuti, finché le melanzane non saranno tenere e il formaggio sarà dorato e fuso.
8. Serviamo le nostre Melanzane a Scarpone appena sfornate, decorate con qualche foglia di basilico fresco per un tocco finale di freschezza.
 

SCHEDA SAN CIRO Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare.  Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. Fondamentale è la pasta: ogni giorno viene scelto il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. In menù ha la pizza verace, ma anche il battilocchio, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. Le pizze sono tutte diverse, sono fatte artigianalmente. Ciro lo ripete spesso. “Mi piace tirare le orecchie alle pizze, ognuna ha il suo carattere e deve mostrarlo, odio le pizze perfettamente rotonde e se c’è più pomodoro da una parte rispetto ad un’altra è perché usiamo pomodori veri”. Molti i vip che lo amano, le pareti del suo ristorante sono piene di fotografie. Tra le altre anche Eva Henger, che è stata a cucinare pizze una sera da lui. Senza dimenticare i giocatori del Brescia Calcio e del Germani Brescia, che quando possono, anche dopo le partite, lo passano a salutare. Ciro ama le iniziative benefiche. Oltre al lavoro in carcere per formare i detenuti a diventar pizzaioli, Ciro si è dedicato anche alla formazione nel Rione Sanità di Napoli, un quartiere che gli ricorda la strada in cui è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L'istituto che ha accolto il suo progetto è stato l'Istituto alberghiero D'Este Caracciolo, ha portato a termine delle lezioni online a dei ragazzi che seguono l’indirizzo enogastronomico e l’indirizzo sala e accoglienza.